Cercasi consenso disperatamente!!!
C'è un argomento che in queste settimane non mi dà pace e sento il bisogno di parlarne con voi a cuore aperto: il ddl Valditara sul consenso informato per l'educazione affettiva.
Dal 4 giugno 2026 è legge.
Il fatto di “coinvolgere la famiglia” è bellissimo, ma voi che siete in aula tutti i giorni, sapete benissimo che la realtà è fatta di moduli smarriti sul fondo degli zaini, magari in cerca di mimetizzazione con una banana schiacciata, oppure tristemente appesi in casa sulla porta del frigorifero insieme alla lista della spesa.
La domanda sorge spontanea: senza il consenso dei genitori, dove andranno i ragazzi a cercare risposte? Mia nipote l'altro giorno mi ha mostrato un video su TikTok dove un “esperto” spiegava la tecnica del love bombing e del ghosting come se fossero normali strategie di corteggiamento, e non dinamiche tossiche. Ecco qui il rischio: chi viene escluso dall'aula e non ha un dialogo in famiglia, finisce per educarsi sui social. Nella migliore delle ipotesi troverà informazioni distorte; nella peggiore, smetterà persino di farsi domande.
C'è poi un altro aspetto pratico che tocca da vicino il vostro lavoro quotidiano: l'inevitabile aumento della gestione burocratica. Raccogliere e rincorrere le autorizzazioni rischia di sottrarre tempo prezioso alla didattica, sollevando anche complessi temi organizzativi. Come gestire, ad esempio, le dinamiche di una classe in cui solo una parte degli studenti ha l'approvazione dei genitori? Il rischio reale è quello di dover dividere il gruppo proprio su tematiche, come il rispetto e l'empatia, che nascono per unire e fare comunità.
Infine, c'è il punto di vista più importante: il diritto dei ragazzi. La scuola pubblica è nata per essere di tutti e per offrire le stesse opportunità a tutti. Se per parlare di sentimenti serve il “visto” di mamma e papà, creeremo studenti di serie A e di serie B.. Chi ha la fortuna di avere una famiglia aperta e preparata affronterà questi temi a casa; chi invece vive in contesti fragili o assenti, resterà indietro, senza un minimo di libretto d'istruzioni per la vita. E alla fine, a rimetterci, saranno sempre i più vulnerabili.
Ma noi siamo sempre qui per supportarvi attivamente e non lasciarvi soli! Possiamo aiutarvi a progettare attività parallele e inclusive, sia i ragazzi che rimarranno in aula, sia percorsi alternativi ma ugualmente formativi e di valore per gli studenti che si troveranno temporaneamente in corridoio.
Nessuno deve restare indietro, e insieme possiamo trasformare un ostacolo normativo in un'opportunità di crescita per tutti.
Ma voce a voi! Come la vedete? Siamo curiose di leggere i vostri commenti!👀